Stupefanti cessione/uso personale

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L’uso personale di sutpefacenti è penalmente irrilevante.

La linea di confine tra uso personale e detenzione ai fini di spaccio non è prestabilita da un limite quantitativo ma da una serie di indici indiretti.

La prova della finalità di spaccio può essere ricavata, come per qualsiasi altro elemento di prova, da qualsiasi dato, anche indiziario, che, munito dei requisiti della univocità e della certezza, consenta di inferirne la sussistenza attraverso un rigoroso procedimento logico fondato su corrette massime di esperienza.

Gli indici – declinati dalla legge (art. 73, comma 1-bis, lettera a), ultimo periodo) o delineati dalla giurisprudenza che, a titolo esemplificativo, devono essere valutati per la prova della finalità di spaccio sono undici:

  1. possono essere individuati nell’eventuale stato di tossicodipendenza dell’imputato e nel suo grado;
  2. nel contesto ambientale in cui l’imputato vive;
  3. negli eventuali rapporti dell’imputato con soggetti implicati nel traffico;
  4. nella capacità patrimoniale dell’imputato in rapporto allo stupefacente detenuto ed ai prezzi del mercato;
  5. nella qualità e quantità dello stupefacente detenuto in rapporto alle esigenze personali dell’imputato,
  6. nonché in rapporto al processo di naturale scadimento degli effetti droganti e alle difficoltà di conservazione per un tempo particolarmente lungo;
  7. nella varietà di sostanze stupefacenti detenute;
  8. nelle modalità di custodia e frazionamento della sostanza;
  9. nel ritrovamento di sostanze e mezzi idonei al taglio;
  10. nel luogo e nelle modalità in cui è avvenuto l’accertamento del fatto;
  11. nel possesso dello strumentario tipico dello spacciatore.

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