Somme sottratte tramite l’utilizzo fraudolento dell’home banking

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L’argomento è di particolare interesse e attualità.

Accade sempre più di frequente che un terzo riesca ad ottenere in modo fraudolento le password e i codici di accesso al conto, riuscendo a far cambiare l’utenza telefonica di riferimento e a disporre a favore ingenti bonifici e/o pagamenti.

Gli istituti hanno però obblighi di comportamento anche in caso di operazioni fraudolente.

Difatti, la direttiva n. 2015/2366/UE (recepita dall’Italia con D.Lgs. n. 218/2017) ha introdotto la c.d. autenticazione forte del cliente, cioè una procedura per convalidare l’identificazione di un utente basata sull’uso di elementi di autenticazione appartenenti ad almeno due categorie (cd. “autenticazione a due fattori“).

In questi casi, il cliente, può ottenere la condanna al risarcimento del danno pari alle somme fraudoloentemente sottratte dall’istituto per la mancanza di una diligenza specifica che si presume la banca debba comunque avere e rispettare

 

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