Per effetto della riforma Cartabia, il procedimento di sfratto per finita locazione si applica anche ai contratti di comodato di beni immobili e agli affitti d’azienda.
La medesima estensione, però, non è stata previsto per lo sfratto per morosità.
La questione ha generato non pochi dubbi interpretativi: il comma primo dell’art. 657 c.p.c. elenca i soggetti destinatari della procedura, tra cui, dopo la modifica introdotta dalla Cartabia, anche i comodatari di beni immobili e gli affittuari d’azienda; mentre il comma 2 dell’art. 657 e art. 658 non contengono un’elenco autonomo, ma si limitano a richiamare per implicito i soggetti già menzionati al primo comma. In definitiva, la Corte ha concluso che, pur non avendo subito alcuna modifica, l’art. 658 c.p.c. deve essere interpretato in modo da ricomprendere gli stessi contratti previsti nell’art. 657 c.p.c.
Dunque
la Corte ha dichiarato: “L’estensione del procedimento speciale [NDR di sfratto per morosità] all’affitto di azienda o di ramo d’azienda si giustifica se e in quanto nell’azienda o nel ramo d’azienda posto ad oggetto del contratto sia compreso anche (almeno) un immobile, trattandosi di dato comune ad ogni altra ipotesi considerata“.




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