Dal 12 luglio 2026 è operativa la nuova disciplina ministeriale sugli autovelox, che ridefinisce in modo più chiaro le regole per l’omologazione dei dispositivi usati per accertare la velocità. Il provvedimento nasce anche per rispondere all’orientamento della Corte di Cassazione richiamato nell’articolo, secondo cui i dispositivi solo approvati ma non omologati non possono essere considerati legittimi per le sanzioni.
I dispositivi utilizzabili
Secondo quanto riportato, sono 25 i modelli di autovelox, telelaser e tutor che risultano automaticamente omologati perché conformi ai requisiti tecnici introdotti dal decreto ministeriale n. 282 del 13 giugno 2017. Si tratta di circa 3.150 apparecchi già in uso alle forze di polizia, che possono continuare a essere impiegati per il controllo della velocità.
Diversa la situazione per gli apparati approvati prima del 2017: circa 850 dispositivi, almeno per il momento, non possono essere utilizzati finché non ottengono la nuova omologazione prevista dalla disciplina ministeriale.
Taratura e controlli
Il decreto introduce anche regole più rigide sulla taratura. La taratura iniziale e quella periodica devono essere eseguite solo da laboratori LAT accreditati, chiamati a certificare il corretto funzionamento degli strumenti nel tempo.
Se la taratura annuale non viene effettuata nei termini, il dispositivo deve essere ritirato dal servizio. Inoltre, se passano più di tre anni dall’ultima verifica positiva senza una nuova taratura, occorre ripetere la procedura di taratura iniziale prima di rimettere in funzione l’apparecchio.
Censimento ministeriale
Un altro passaggio decisivo riguarda la banca dati del Ministero. Ogni apparecchiatura deve essere registrata nella piattaforma telematica ministeriale, perché l’inserimento è indicato come condizione essenziale per il legittimo utilizzo da parte degli organi di polizia stradale.servicematica+1
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha confermato che l’elenco ufficiale dei dispositivi è online dal 28 novembre 2025, con i dati trasmessi dagli enti e liberamente consultabili sul portale istituzionale.
In sintesi
Il punto centrale è questo: oggi non basta più che un autovelox sia genericamente approvato. Per essere utilizzabile deve rientrare nei modelli automaticamente omologati oppure ottenere la nuova omologazione, oltre a risultare correttamente tarato e censito nel database ministeriale.
Il Ministero ha pubblicato l’elenco ufficiale dei dispositivi e sistemi di rilevamento della velocità autorizzati, consultabile sulla piattaforma velox.mit.gov.it/dispositivi. Nel comunicato ministeriale si precisa che per ciascun apparecchio sono indicati marca, modello, versione, matricola ove presente, estremi del decreto di approvazione o omologazione, collocazione chilometrica e direzione di marcia
Come leggere l’elenco
L’elenco è un censimento nazionale, quindi non è una semplice lista di “modelli validi” in astratto, ma un archivio dei dispositivi effettivamente comunicati dagli enti.



