Le imposte versate sui canoni venuti a scadenza e non percepiti, come da accertamento avvenuto nell’ambito del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità, viene riconosciuto un credito d’imposta di pari ammontare. Quelli eventualmente recuperati in anni successivi sono tassati separatamente.
Per determinare l’entità del credito d’imposta occorre calcolare le imposte pagate in più relativamente ai canoni non percepiti riliquidando la dichiarazione dei redditi di ciascuno degli anni per i quali, in base all’accertamento avvenuto nell’ambito del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore, sono state pagate maggiori imposte per effetto di canoni di locazione non riscossi. Nell’effettuare le operazioni di riliquidazione si deve tener conto della rendita catastale degli immobili e di eventuali rettifiche ed accertamenti operati dagli uffici.
La “detrazione/detassazione” non scatta per semplice autodichiarazione del locatore, ma richiede sempre prova documentale della morosità tramite intimazione di sfratto o ingiunzione di pagamento, ed eventualmente la sentenza di convalida, da conservare a supporto della dichiarazione.
I documenti necessari:
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Intimazione di sfratto per morosità
Atto giudiziario notificato all’inquilino, da cui risulti: contratto di locazione abitativa, importi e mensilità non pagate, data dell’intimazione (che deve essere entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui non hai incassato i canoni). - ingiunzione di pagamento
Decreto/atto giudiziale con cui viene richiesto giudizialmente al conduttore il pagamento dei canoni scaduti, sempre notificato entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta interessato. - Eventuale sentenza di convalida di sfratto per morosità passata in giudicato
Necessaria soprattutto quando si chiede il credito d’imposta sulle imposte versate negli anni precedenti per canoni risultati poi definitivamente inesigibili. -
Dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti
Per dimostrare:-
in quali anni i canoni erano stati tassati;
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l’ammontare dei redditi da locazione su cui si chiede il recupero d’imposta (credito).Alternativamente il contribuente può optare per il rimborso.
In questo caso deve proporre istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate entro il termine di prescrizione di 10 anni. Per ottenere il credito di imposta deve essere compilato il Quadro G del modello 730/2025, Rigo G2 denominato “credito d’imposta per canoni di locazione non percepiti”. Per chi presenta il modello Redditi Persone Fisiche deve essere compilato il Quadro CR, Rigo CR8.



