Nullo il licenziamento al lavoratore/testimone

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Non è possibile ritenere legittimo il provvedimento con il quale il datore di lavoro colpisca i testi (irrrogando sanzioni e licenziamenti) che si vedano chiamati a rendere dichiarazioni testimoniali in sede di giudizio pendente tra il proprio datore e altro collega di lavoro.

Si tratterebbe di un approccio repressivo verso chiunque possa essere chiamato in qualità di teste a sostegno della tesi del lavoratore; approccio che mina le fondamenta del diritto di qualsiasi lavoratore di ottenere tutela contro atti illegittimi del datore di lavoro.

Il lavoratore, chiamato in qualità di teste, non può rispondere al datore sotto il profilo disciplinare perché va a rendere un servizio obbligatorio di natura civica, che nel rapporto di lavoro pone il soggetto su un piano diverso da quello del suo essere lavoratore.

Dell’eventuale falsità -sempre che sia accertato- delle sue dichiarazioni, il lavoratore sarà chiamato a rispondere in sede penale, come qualsiasi altro cittadino.

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