Il figlio ha diritto a essere risarcito se il padre non lo riconosce e non si assume i doveri genitoriali, indipendentemente dal fatto che sia eventualmente divenuto maggiorenne.
Il risarcimento riguarda il danno non patrimoniale, cioè il disagio emotivo e psicologico subito dal figlio a causa dell’assenza del padre. Questo danno non si esaurisce automaticamente con il raggiungimento della maggiore età: se l’assenza del padre continua anche da adulto, il danno può persistere e deve essere riconosciuto.
La semplice dichiarazione giudiziaria non elimina il dolore dovuto all’abbandono affettivo vissuto per anni.
Ovviamente non ci sono criteri matematici per stabile l’ammontare del risarcimento del danno che deve essere parametrato sempre alle circostanze del caso, come la durata e la consapevolezza dell’abbandono, la situazione personale del figlio e il comportamento del padre, il tenore di vita di fatto goduto dal figlio rispetto a quello che “avrebbe potuto in concreto godere”.


