La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha riconosciuto la legittimità degli accordi stipulati tra coniugi nel momento in cui si prospetta una crisi matrimoniale. Si tratta di patti preventivi che, pur antecedenti alla separazione o al divorzio, sono considerati validi e vincolanti, purché rispettino determinati requisiti di forma e contenuto.
Questi accordi, detti “pre-divorzio”, possono riguardare aspetti economici, patrimoniali e il disciplinare l’affidamento dei figli e le modalità di visita e vengono siglati con l’intento di regolamentare preventivamente le conseguenze della separazione e/o del divorzio, garantendo una certa sicurezza e chiarezza a entrambe le parti. La Suprema Corte ha sottolineato che non vi è alcuna norma che vieti tale pratica; al contrario, rispettando i principi di buona fede e trasparenza, tali patti possono essere utili a evitare contenziosi e a velocizzare le procedure di separazione o divorzio.
Ovviamente, la libertà non è assoluta e deve essere garantire il rispetto dei diritti indisponibili.
Il Giudice, pertanto, mantiene sempre una funzione di “controllo esterno” su questi accordi. Se un patto dovesse ledere i diritti fondamentali del coniuge economicamente più debole o, soprattutto, l’interesse preminente dei figli, il giudice ha il potere e il dovere di intervenire per modificarlo o invalidarlo.
La decisione rappresenta un importante punto di svolta, perché, fino ad oggi, la validità di tali accordi era stata oggetto di dubbi e interpretazioni contrastanti nei diversi gradi di giudizio. Ora, con questa pronuncia, la Cassazione apre la strada affinché coniugi possano, in modo consapevole e assistiti da professionisti, regolare anticipatamente le conseguenze della fine del matrimonio.



